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14 aprile - Renato Martinoni

Incontro d’autore

Renato Martinoni martedì 14 aprile, Pom Rossin Tesserete

Martedì 14 aprile alle ore 18:30, presso il Centro socio culturale Pom Rossin, Giancarlo Dionisio presenta l’autrice Renato Martinoni.

L’ingresso è gratuito e senza iscrizione. Al termine della presentazione seguirà un rinfresco offerto.


Renato Martinoni (1952) è ordinario di letteratura italiana all'Università di San Gallo. Ha insegnato nelle Università di Zurigo e di Losanna. Scrittore e traduttore, ha pubblicato edizioni di testi e studi: sul collezionismo d'arte in epoca barocca; sul Settecento riformatore; sulla poesia in dialetto; sulla letteratura di viaggio; sulle relazioni fra la cultura letteraria italiana ed europea; su autori moderni e contemporanei.


Ricordi di suoni e di luci. Storia di un poeta e della sua follia

La giovane donna non toglie il velo che le copre il volto neanche quando rimane sola. Fissa con un sorriso amaro e misterioso la rozza lapide grigia, piccola e modesta, solcata da due crepe profonde. Si china per mettere da parte, in un angolo, la corona verde di alloro con il nastro tricolore. Poi legge, con la sua bella voce, le parole scolpite sulla lastra: «Dino Campana | poeta | 1885-1932». «Dino Campana», sussurra commossa. «Poeta». «Poeta vero», aggiunge. «Nato nel 1885». «Morto nel 1932». Rimane ferma, a lungo, la fata nera, in silenzio, fissando la pietra che sotto la forza dei suoi occhi si tinge di rosa. Come le vette delle montagne, al tramonto, in un quadro di Segantini. Poi esce e si incammina sulla carraia frustata da un vento gelido e rabbioso. Senza scoprire il viso. Senza voltarsi indietro.

Lo strambo, il vagabondo, il matto di cui si narra in questo romanzo è Dino Campana, uno dei più grandi poeti del Novecento italiano.
Nato nel 1885 e morto in manicomio nel 1932, dopo quattordici anni di reclusione, il protagonista di questa vicenda, in cui storia e invenzione corrono parallele, a volte dialogando, altre mescolandosi, altre ancora incrociandosi per poi seguire strade diverse, è celebre per i suoi vagabondaggi, spesso conclusi con il carcere o il ricovero in una clinica psichiatrica, per una infuocata avventura d’amore con la scrittrice Sibilla Aleramo e soprattutto per la sua passione incondizionata per la poesia.
È una lettura fulminante a cambiargli la vita. È la fine di un sogno, quello di poter essere ancora poeta, a trasformarla per sempre nella follia.

(Dalla presentazione del libro, Manni)




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